La più grande storia mai raccontata: Fammi Sapere

Per quanto tempo si può reggere una persona sulle proprie spalle? Lui l’aveva fatto, mese dopo mese, si era lasciato consumare perché Lei potesse risollevarsi.
Ad un certo punto però te lo dici “io ci rinuncio”. Egoismo? Sì.
Prova a immaginare però, di dover stare costantemente chino, con quel peso aggrappato alle tue spalle, che stringe e conficca le unghie nella carne, perché non è mai abbastanza. Mai abbastanza. Lui non è mai abbastanza. E Lei stringe e stringe.
E’ arrivato a chiedersi cosa sia meglio dire, o fare, è arrivato a pianificare ogni mossa perché non possa infliggere alcun danno: che non ci sia parola sbagliata, che non ci sia passo falso, che ogni cosa possa risistemarsi, ricordati di chiedere scusa, ricordati di offrire tutto ciò che hai, questa è la sua nenia.
Lei si sta aggrappando di nuovo. Per l’ennesima volta qualcosa non va, per l’ennesima volta lui prova a tirar fuori le parole giuste, e per l’ennesima volta si ritrova davanti a una so-tutto-io che gli sciorina anche il dettaglio più nascosto del suo problema, ricordandogli quanto ovvie siano le sue parole e quanto inutile sia Lui in quella situazione.
“Allora non vuoi sostegno, vuoi compassione”, vorrebbe dire, “non vuoi che io ti aiuti, tu sai già tutto. Non vuoi nemmeno lasciar sfogare questo dolore. Tu vuoi qualcuno che ti dica quanto povera tu sia, qualcuno che ti compatisca. Non vuoi qualcuno che ti tenda la mano, nemmeno qualcuno che ti prenda di peso e te ne tiri fuori, ti piace crogiolarti in questo tuo merdosissimo problema. Tu lo vuoi il dolore, lo cerchi, perché dovrei ancora tentar di tirarti fuori?”, vorrebbe aggiungere.
A volte il dolore va affrontato, lasciandosi andare ad esso. Passa. Questo vorrebbe dire e scrollarsi di dosso quella bestia.
Lei lo guarda, in attesa.
Lui si è arreso, si tira indietro.
“Fammi sapere, allora”
E se ne va.
Ora tocca a lui star male. Arrendersi è peggio di una sconfitta. Non ha voluto nemmeno provarci questa volta. Si da dell’egoista, si sta massacrando mentalmente e fisicamente. Sbatte la testa al muro e si chiede per l’ennesima volta cosa debba fare.
Io provo ad abbracciarlo, ma si spaventa.
Per lui sono io la bestia. Non vede un singolo difetto in Lei. Non ne uscirà mai.
“Fammi sapere, allora”
E me ne vado.

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